martedì 13 febbraio 2018

Retrofilm: Cooties, ovvero l'industria ci fa spesso mangiare merda

Horror americano del 2014, che, come alcune opere ha il pregio di narrare parti di verità conclamata. Si parte dall'industria alimentare moderna erogata tramite fast-food, ovvero cibo, tra l'altro crudele e sbagliato, che inizia da un povero pollo e finisce nelle mense dei più piccoli ,diventando carne e sangue di (inconsapevoli) umani. 

Chi è sapiente, conosce benissimo che tramite il DNA si tramandano determinate caratteristiche; ma conosce anche che sono possibili, tra volta naturalmente prodotte, trasmutazioni geniche da indurre anche tramite l'ingestione di cibo appositamente preparato. L'allevamento degli animali che diventeranno cibo, può servire egregiamente anche a questo scopo. 

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E infatti, Jonathan Milott e Cary Murnion ci raccontano che in una cittadina dell'Illinois, una studentessa che mangia una pepita di pollo, introduce in realtà nel suo organismo un virus mutante (i virus si mutano, a piacere, anche nei laboratori) e tutto questo spiega come mai altri umani cominciano ad esprimere comportamenti particolarmente aggressivi e criminali. Tipo le liti per i parcheggi che sappiamo anche da noi. E non è una battuta. 



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La troppa e immotivata aggressività che si nota nella nostra società, potrebbe tranquillamente derivare da aria, cibo e acqua contaminati a dovere. Il film, considerato un B-movie è stato interpretato anche da Elija Wood, Alison Pill, Rainn Wilson, Morgan Lily. Trucchi e scene nella media. Prodotto gradevole, denotato da una certa ironia, non certo un capolavoro. Sempre meglio di una puntata del Festival di Sanremo o, peggio ancora, una tele-celebrazione così comune sui canali RAI. Insomma, esattamente come in caso di epidemia-zombie, cominciate a difendervi, in un modo o nell'altro! Anche la pessima musica è altamente letale.

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