lunedì 9 ottobre 2017

Clinical, quando i medici sono peggio dei malati... o no?

Prodotto per Camfire e distribuito da Netflix, l'horror scritto da Luke Harvis e Alistair Legrand e diretto da Alistair Legrand ci racconta le vicende della psichiatra Mathis esperta nel risolvere i guai di pazienti affetti da traumi. 

L'attivissima dottoressa rimasta sola a lavorare di sera nella clinica viene aggredita da una piccola malata che si sta infliggendo ferite. Poi va a raccontare il tutto al suo personale psicologo compresa la sua nuova relazione. Non che a noi interessi un tubo, e comunque la Nostra ricomincia a seguire i suoi pazienti senza includere i post-trauma con la solita lena ma qualcuno le farà cambiare idea. 

Il film cerca di tenere sulla corda lo spettatore mostrando qualcuno che spia la dottoressa che intanto continua la sua relazione. Un orrore psicologico prima che fisico, con la sensazione perenne che qualcosa possa o debba andare storto, ed anche con il bisogno di una grande pazienza da parte dello spettatore che si trova a seguire le vicende della psichiatra che, tra l'altro, non sono sempre connotate da una limpidezza di pensiero degna di nota.

Probabilmente, un thriller del genere sarebbe impossibile da seguire in forma di romanzo o racconto e allora ci fanno un film dato che le immagini, a seconda di come sono proposte o inquadrate, a volte rendono meglio delle parole. E magari sanno rendere interessante anche la routine professionale di uno strizzacervelli.


Interpretato da Vinessa Shaw, Kevin Rahm, India Eisley tra gli altri, non possiamo certo definirlo un capolavoro ma neanche un brutto film. Forse è soltanto narrato con troppa insistenza, come se i personaggi non siano in grado di spiegarsi in maniera razionale. In ogni caso, il finale è contraddittorio, e persino riduttivo in un certo senso. Vedetelo solo se non avete paura del vostro psicologo o psichiatra che sia.


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