domenica 16 luglio 2017

Morire sul posto di lavoro: secondo Boeri si può e si deve

I gestori dell'attuale sistema non si smentiscono mai. Del resto, non si arriva a dirigere l'INPS senza forti referenze, in tal senso. 

Il capitalismo finanziario di regime, che sta devastando le istituzioni e le nostre vite, non si ferma certo ai dati evidentissimi del disastro stesso: vecchi perennemente al lavoro e giovani disoccupati o migranti in paesi dove il mercato del lavoro offre maggiori opportunità e soprattutto maggiori guadagni. 

Da noi, infatti, ci sono anche le retribuzioni più basse tra i paesi maggiormente sviluppati. Si lavora per decenni a pochi centesimi.

Boeri, in una recente intervista al giornale portavoce del capitalismo interno, continua a raccomandare la stessa ricetta inaugurata dalla nefasta Riforma Fornero: adeguare senza sosta il pensionamento all'aspettativa di vita, ovvero lavorare fintanto che non si crepa. Splendida intuizione. 

Era così anche prima dell'invenzione delle mutue e del sistema pensionistico moderno, crollato non per colpa dei lavoratori ma di chi ha mal gestito il sistema stesso e soprattutto non capisce che l'emissione di moneta serve a regolare l'economia, serve ad aiutare la gente e non, come si fa con l'Euro, a fungere da arma sociale di distruzione di massa. 

Le classi dominanti non intendono mollare la presa; la crisi è stata pagata dal popolo e sarà così per sempre: una delle conseguenze è proprio questa: lavoreremo finché saremo vivi. Lavoreremo per lor signori, ed anche Fornero e Boeri, ovviamente.

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