sabato 20 gennaio 2018

Bushwick, un apocalittico senza troppi perché

Esiste, soprattutto negli USA, una serie di film dedicati ai preppers ovvero a quanti vivono in attesa di una catastrofe o un'emergenza, preparandosi alla crisi i n vari modi. Bushwick potrebbe fare al caso loro. Regia di Jonathan Milott, e interpretato da un quasi inespressivo Dave Batista (wresler), Brittany Snow, biondina neanche troppo attraente ma almeno decentemente attrezzata per un filmetto del genere.

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La trama vede l'invasione di New York, dove all'uscita di una fermata metro, la ragazza perde il suo fidanzatino, falciato da una granata e inizia a scappare (verso dove?) mentre militi in nero uccidono chiunque osi non farsi ammanettare. Incontra ben presto il semi-barbone Dave Batista che la salva da un probabile stupro (gli stupratori non temono neanche le invasioni militari...). L'uomo è un ex marine e insieme alla ragazza attraversa la città per andare verso la resistenza civile mentre le varie gang si scatenano per razziare e fare quello che gli invasori non potrebbero fare. Una sorta di caos, insomma. 

Non si comprende come mai degli invasori armati (giunti dal cielo con elicotteri militari) perdano tempo a sparare contro civili inermi. Un'invasione fatta bene prevederebbe di prendere il possesso dei centri militari vicini e gli edifici chiavi della città. Solo per ottenere questo, a New York ci vorrebbe un esercito. Non chiedetevi come mai facciano film del genere, ci vorrebbe un esperto in psichiatria per rispondere. La trama non ci aiuta più di tanto: un'invasione di alieni poteva rendere meglio, oppure di sorci giganti dalle fogne della città. non vi diciamo come va a finire perché potreste essere tanto auto-lesionisti da vederlo. Di sicuro, Batista era meglio su un ring. A proposito: per debellare il fenomeno criminale delel gang, sono più efficaci gli invasori. Provare per credere.
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432 HZ FREQUENZA INTERCONNESSA AI PROCESSI FISIOLOGICI DEL DNA E DEL CER...

venerdì 19 gennaio 2018

Retrofilm: La Notte della Cometa (1984)

Film fanta-horror diretto da Thom Eberhardt. e interpretato da Catherine Mary Stewart, Kelly Maroney, Robert Beltran tra gli altri. Trama semplicissima per un film d'effetto: una cometa assassina cancella la vita sulla Terra, tranne nel caso dei pochi sopravvissuti che erano completamente protetti da metallo durante la fatale esposizione. Gli altri, diventati morti viventi affamati di sangue, sono un pericolo per ora prima di perire definitivamente. I sopravvissuti, abili nelle tecniche di autodifesa, si trovano a cercare di resistere in un mondo che comunque dovrà rinnovarsi e rinascere tramite i pochi giovani rimasti.



Film abbastanza sottovalutato e certamente poco noto. In ogni modo, effetti speciali praticamente inesistenti e, come tutti i film similari, ben presto, durante la storia, i veri problemi per i protagonisti sono costituiti dagli altri sopravvissuti umani. Non che il film sia brutto ma vederlo, o ri-vederlo oggi potrebbe apparire come già scontato, con un sapore di già visto notevole e una caratterizzazione Anni 80 davvero esasperante. Attori abbastanza a loro agio ma niente di speciale anche in questo senso, a parte la bella Stewart.
Potete trovarlo in vari formati, soprattutto dvd, oppure cercarlo su Internet.

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mercoledì 17 gennaio 2018

3 AM: horror indi

Era il 2014 quando, per la Handprint Pictures and Essel Vision Productions Ltd, Vishal Mahadkar ha scritto e diretto questo horror niente male. 

In India, ed è per questo che ne parliamo, un filone del genere è tutto da scoprire, per noi occidentali. E allora, senza dirvi i nomi di attori abbastanza noti in patria ma sconosciuti da noi, parliamo di questo film, che partendo da una visita studentesca in un luogo infestato, narra le avventure di persone misteriosamente scomparse, indagini e film sul paranormale ed altre facezie simili. 


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Più che altro, una sorta di propaganda ai fenomeni ESP e di possessione violenta, che ovviamente dalla parapsicologia pura sconfinano nello spiritismo più spinto: la prima, studio ed esplorazione; il secondo, pratica di comunicazione ed evocazione. Entrambi non senza rischi per gli operatori seri. Il tutto ha riscontrato buon successo in patria, anche per merito di una colonna sonora notevolissima. 
Quando uno studente entra nel Rudra Mills, un complesso abbandonato, dopo aver letto un cartello che avverte sui pericoli che potrà incontrare, si riunisce con il suo gruppo per esplorare la zona. Tanto per rallegrare la situazione, un fotografo che fa parte della comitiva, l'unico adulto,  si mette a raccontare la sua tragica avventura, quando perse la donna amata. Il film procede con il narrare un'investigazione per capire i fenomeni paranormali del complesso su citato. E di fenomeni ESP  se ne incontreranno a bizzeffe. Un film comunque romantico e gotico, certamente poco logico ma persino commovente. Da vedere se non altro per farsene un'opinione,


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martedì 16 gennaio 2018

Retrofilm: Quintet (1978)

Film-capolavoro di fantascienza di Altman, interpretato da un grande Paul Newman, Vittorio Gassman, Fernando Rey, Brigitte Fossey, Bibi Andersson tra gli altri.

In una Terra ghiacciata, futuro imprecisato, un cacciatore di foche si ritrova in una città, abbandonata in precedenza, dove ora si gioca il Quintet, attività principale di gente sterile che affida alla clonazione la riproduzione. Chi perde al Quintet, muore. Una sorta di nemesi fatale affidata ad un gioco che diventa motivo di vita o di morte.

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Uno dei film più simbolici di Altman, dove si parla davvero di vita e di morte e delle ragioni di entrambi, come se i veri giocatori al tavolo del Quintet fossero loro. Per certi versi, un film crudele, ma chi ha detto che la vita non lo sia? E la Morte non è meno feroce? L'essere umano è solo un giocatore (di ruolo) in questo scenario? Certamente la selezione naturale è di per sé un gioco durissimo ed esula da ogni pietismo di tipo religioso, dove le fandonie inventate dal clero cozzano naturalmente con un destino che di sicuro promette solo la dipartita da questo mondo. Cambiano le modalità, la durata della vita stessa e soprattutto il modo di morire. L'intelligenza umana allora si esplica nell'arte di sopravvivere più a lungo possibile. Come sempre l'ambientazione glaciale cristallizza l'azione ma anche i sentimenti e le interazione tra gli uomini e sembra che l'amore sia il solo modo per riscaldarsi veramente. Un film duro come l'acciaio o come il ghiaccio, fate voi.

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